Archivio mensile per settembre, 2011

L’Italia sogna i quarti

L’Italia sogna i quarti “Aspettiamo da 4 anni”

Gli azzurri hanno raggiunto Dunedin, dove domenica (9.30 ora italiana,nella club house dello stadio Augusteo e possibile assistere e tifare Italia dallo schermo gigante) affronteranno l’Irlanda nella partita decisiva per il passaggio ai quarti di finale della coppa del mondo. Ghiraldini: “Sarà dura ma abbiamo le carte in regola per centrare l’obiettivo”. Tutti a disposizione di Mallett.

Chi ha paura del nuovo rugby democratico?

Il Canada batte i guerrieri di Tonga. La Scozia soffre la grinta della Georgia e si salva con tanto mestiere anche contro la Romania. Persino i superbi galletti francesi rischiano di perdere qualche penna contro il Giappone e soffrono un tempo intero contro il Canada. E l’Inghilterra subisce per 40 minuti la forza fisica e il coraggio dei georgiani. Cosa sta succedendo? Il rugby, giocato agli antipodi, è impazzito come la maionese? Forse, più semplicemente, è solo diventato un gioco più democratico.

Romeni e georgiani, ma anche canadesi, americani e russi, non sono più team naïf, approssimativi nella tecnica e nella strategia in campo. Hanno invece aggiunto, a forza fisica e velocità, l’esperienza maturata nei club dei campionati maggiori. Tanto per fare un esempio, 13 georgiani sui 15 titolari nel match contro la Scozia sono tesserati in società francesi di prima e seconda divisione. In più, i bacini di giocatori da cui pescare, cioè il vivaio delle giovani leve, aumenta un po’ ovunque nei Paesi periferia del rugby (negli Stati Uniti ci sono più tesserati che in ognuna delle Home Union, le federazioni britanniche), mentre calano nei Paesi dell’aristocrazia della palla ovale (persino in Nuova Zelanda, con grande scorono dei cultori kiwi). Validi allenatori – molti scozzesi, francesi, neozelandesi e irlandesi - hanno poi contribuito a colmare le lacune tattiche.

In più, mettiamoci un po’ di sana voglia di emergere e di rivalsa. Ed ecco la formula magica: partite facili non ce ne sono più, bisogna sudarsele tutte. E questo malgrado le occasioni di confronto con le prime della classe delle graduatorie dell’Irb siano tutt’altro che frequenti: l’onore del test match è praticamente un miraggio, per non parlare di Sei Nazioni e TriNations, circoli più esclusivi delle confraternite di Harvard. Cosí ogni opportunità, fosse anche una volta ogni 4 anni, è considerata la sfida della vita. Come ha dimostrato Samoa, travolgente all’esordio mondiale contro la Namibia e sfortunata sconfitta nel match contro il Galles, che qualche settimana fa, nel pre-mondiale, ha provocato una mezza purga nella nazionale australiana dopo avere battuto i wallabies 32-23. Per non dire delle prove coraggiose di Georgia e Romania, che hanno fatto riflettere chi considera l’Italia un partner inamovibile del Sei Nazioni.

Insomma non c’è più nulla di scontato, l’aristocrazia della palla ovale comincia a preoccuparsi. Chi ha paura del Nuovo Rugby Democratico?

Paolo Ligammari (Dal Corriere della sera)

Inizia la nuova stagione

Il nostro indimenticabile "Stive"

L’anno passato è stato un anno di successi e amarezze non solo sportive. Il nostro primo pensiero in questo inizio di stagione, non può non essere ai nostri amici Angelo e Gino che pultroppo ci hanno lasciato prematuramente ,ma che sicuramente saranno sempre  nei nostri cuori.

L’anno scorso la nostra squadra seniores “I Torelli Atestini” ha vinto il primo campionato amatoriale nazionale battendo in finale la Stella Rossa di Milano.

Ottima anche l’annata per le squadre del minirugby under 6-8-10 e 12  che oltre aver svolto con notevole impegno la regolare attività federale si sono distinte anche nei vari tornei in giro per l’Italia,soprattutto al torneo di Sanbuceto(Chieti),dove la nostra società ha vinto la targa come miglior società per il “far play”.

Buona annata anche per l’under 16 e 18, che in collaborazione con il Rugby Badia, si sono distinte nei propri campionati nazionali.

L’under 14 dopo un’avvio difficile (causa il numero ridotto dei giocatori),si è ripresa nel proseguo dell’anno grazie a una proficua collaborazione con l’Ercole Monselice che ha permesso di poter portare a termine il campionato.

Le prospettive per la nuova annata sono molte e impegnative .Sono confermate tutte le attività dell’anno scorso con innesto di nuovi giovani allenatori che affiancati dai veterani ,uno su tutti Motta Alberto, e coordinati dal responsabile tecnico Bellotto Claudio saranno sicuramente all’altezza degli impegni che la società si è presa.Alle solite attività si deve aggiungere il rugby femminile,dove la squadra delle Torelle diputerà il torneo federale.

Da non dimenticare l’attività del toch rugby che si svolge per tutto l’anno e dove possono partecipare persone di tutte l’età e di entrambi i sessi.

L’attività inizia martedi 13 settembre 2011 alle ore 18,00 allo stadio Augusteo con gli allenamenti delle under 6-8-10-12,essi daranno il via,ufficialmente, alla stagione sportiva del C’e’ l’Este rugby.

L’under 14,16 sono gia’ operative già da qualche giorno per gli imminenti impegni del prossimo campionato di categoria

La squadra seniores si allena già da qualche settimana nei giorni di martedì e giovedì alle ore 20,00,mentre l’attività del “Toch rugby” si svolge al martedì e al venerdì alle ore 20,00.

Da parte di di tutto il direttivo và un grosso in bocca al lupo a tutti gli atleti impegnati in questa nuova stagione sportiva dove sopratutto siano messe in risalto le regole fondamentali del nostro sport:  sacrificio, amicizia ,rispetto dell’avversario e delle regole.

La mischia più forte l’Italia può sognare

Per entrare nella storia ai nostri azzurri basterebbe entrare tra le prime otto. Obiettivo alla portata della squadra: il nostro pacchetto di mischia è il più forte del mondo

dal’inviato di “Repubblica” MASSIMO CALANDRI

La mischia più forte l'Italia può sognare

AUCKLAND  - Un Mondiale lo si può vincere anche senza arrivare primi. All’Italrugby basterebbe entrare fra le prime otto, per fare la storia. E’ con questo obiettivo che gli azzurri affrontano la settima edizione della Coppa del Mondo, in programma in Nuova Zelanda dal 9 settembre al 23 ottobre. I quarti di finale. L’Eden, il paradiso ovale. Questa volta ce la possiamo fare, ma servirà tanto coraggio e l’aiuto di tutti. Anche di quelli che la mattina presto si sveglieranno per la diretta televisiva (con l’altra parte del mondo ci sono dieci ore di fuso orario). I sei tentativi precedenti sono falliti perché le altre erano più forti, e anche per un bel carico di quella sfortuna che ci accompagna da troppo tempo. Ci siamo andati vicinissimi all’esordio, 24 anni fa, ancora in Nuova Zelanda, con una squadra semplicemente ardita, condannata da un regolamento senza pietà. Nel 2007, a Saint Etienne, bastava  mezzo metro più a sinistra perché il pallone calciato da Bortolussi trasformasse la parabola in una rivoluzione copernicana: con i nostri a battere (giustamente) la Scozia e magari a sognare uno sgambetto ai cugini argentini, volando sino alle semifinali. Invece no.

CANGURI DI UN ALTRO PIANETA - Siamo nel girone C, affrontiamo Australia, Russia, Usa ed Irlanda nell’ordine. Possiamo perdere un solo match. Il primo, a rigor di logica. L’undici settembre a North Harbour, Auckland, affrontiamo l’Australia. I canguri sono di un altro pianeta, l’alternativa ai favoritissimi All Blacks (che hanno sconfitto l’altra settimana, aggiudicandosi il Tri Nations). Si comincia alle cinque e trenta italiane, quando in Nuova Zelanda sarà pomeriggio e  -  dicono le previsioni  -  pioverà fitto: la mediana e i tre-quarti avversari rischiano di farci a pezzi, ma lo scorso anno a novembre, si giocava a Firenze, non abbiamo sfigurato. Chissaà.

LA MISCHIA PIU’ FORTE DEL MONDO - Dicono che i giocatori di rugby si dividano in due categorie: quelli che suonano il piano, e quelli che lo portano. I nostri facchini sono i migliori del mondo. La prima linea è semplicemente straordinaria, fra titolari e presunte riserve, con quattro piloni (Castrogiovanni, Cittadini, Lo Cicero, Perugini) d’acciaio. I saltatori della seconda linea sono tre giganti di origine sudafricana più il navigato Bortolami: affidabili giraffoni, se i tallonatori lanceranno con la mano ferma. A guidare le terze linee c’è un ragazzo che sciogliendo i legacci che gli intrappolano lo spirito, dopo l’infortunio dell’anno scorso, potrebbe essere una delle stelle: Sergio Parisse, capitano dal talento vero, classe purissima. Con luogotenenti di qualità, da Zanni a Mauro Bergamasco.

I PUNTI DEBOLI - La linea arretrata è più che dignitosa, con un paio di giocatori (Masi e Benvenuti) in grado di avere la meglio nell’uno-contro-uno. Quello che manca all’Italrugby è una mediana a livello di questa manifestazione. Non tanto nel numero 9, perché Semenzato è cresciuto in fisico e determinazione (e Gori è un ragazzo di grandi intuizioni), quanto nell’apertura. Inutile rimpiangere Diego Dominguez, d’accordo. Ma Orquera fisicamente è fragilissimo, in attacco  -  nel contatto e al piede  -  e in difesa, quando si tratta di placcare. Bocchino, il suo sostituto, non sembra in grado di offrire valide alternatrive. Con una mischia così forte, un fragile numero 10 è un vero delitto. Ma la squadra e Mallett troveranno il modo di far sentirlo sentie meno sono. L’altra incognità è il calciatore: Mirco Bergamasco prova a rimediare ad una paradossale mancanza  -  nella patria del football, nessuno che sappia tirare pedate ad un pallone ovale -, e speriamo che faccia meglio rispetto agli ultimi incontri.

BATTERE L’IRLANDA - La squadra guarda già al due ottobre, Dunedin, New Otago Stadium: data per scontata la sconfitta con l’Australia e le vittorie con Russia ed Usa (il 20 e 27 settembre, a Nelson: l’Italrugby farà il turnover, ma non sarà così facile), ci giochiamo tutto con gli irlandesi. Che vengono da quattro sconfitte consecutive. Che sono vecchi ed acciaccati. Che questa primavera ci hanno beffato al Flaminio con un drop allo scadere. Che hanno paura. Ma che sulla carta sono ancora più forti. E però, l’Italrugby ce la può fare. Nei quarti ci aspetterebbe il Sudafrica. Ma noi a quel punto avremmo già vinto il Mondiale.




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